Dal 12 novembre 2025, molti siti pornografici non saranno più liberamente accessibili in Italia.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha ordinato il blocco di 48 portali per adulti — tra cui piattaforme molto note come Pornhub, YouPorn, RedTube, XVideos e OnlyFans — colpevoli di non aver implementato un sistema efficace di verifica dell’età degli utenti.

Il tema è ovviamente “scottante”, non solo per la natura dei siti coinvolti, ma anche perché riapre un dibattito molto più ampio: come gestire la verifica dell’età online, e fino a che punto sia giusto introdurre meccanismi di autenticazione sempre più stringenti per accedere ai contenuti digitali.

Negli ultimi anni, anche i social network hanno cercato — con scarso successo — di affrontare lo stesso problema.
Piattaforme come Instagram, TikTok e X (ex Twitter) hanno sperimentato sistemi di verifica basati su autocertificazioni, riconoscimento facciale o documenti d’identità, ma le misure si sono spesso rivelate inefficaci o troppo invasive per la privacy.
Il rischio, secondo alcuni esperti, è quello di trasformare il web in uno spazio dove ogni interazione richiede un’identità verificata, con possibili ricadute sulla libertà digitale e sull’anonimato online.

🔹 Censura o tutela?

La misura dell’AGCOM, contenuta nella delibera n. 96/25/CONS, nasce dall’esigenza di proteggere i minori dall’esposizione a contenuti sessualmente espliciti, in attuazione dell’art. 7 del D.Lgs. 208/2021 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi, lo stesso che vieta la vendita di sigarette, anche elettroniche, ai minori di 18 anni).
A ciò si aggiungono le disposizioni del più recente “Decreto Caivano” (legge n. 159/2023), che impongono di impedire l’accesso dei minori a contenuti potenzialmente dannosi, come quelli pornografici.

Resta però aperta la questione di fondo: fino a che punto la tutela dei minori può giustificare la limitazione dell’anonimato online?
Una domanda destinata a pesare anche sul futuro dei social network, dove la verifica dell’età potrebbe presto diventare la prossima grande battaglia tra privacy, sicurezza e libertà digitale.

🔹 Age verification: cosa prevede la nuova stretta dell’AGCOM sui siti per adulti

Con il Decreto Caivano (art. 13-bis del DL 123/2023), l’Italia ha introdotto un divieto esplicito di accesso ai contenuti pornografici per i minori di 18 anni, riconoscendo la questione come un problema di salute pubblica e tutela del benessere dei minori.

Per dare attuazione a questa norma, l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha emanato la delibera n. 96/25/CONS, che stabilisce come i siti per adulti e le piattaforme di video sharing debbano verificare la maggiore età degli utenti.

Dal 12 novembre 2025, quindi, tutti i portali che diffondono in Italia video o immagini a contenuto pornografico — indipendentemente dal Paese in cui hanno sede — dovranno implementare sistemi efficaci di verifica dell’età.


🔹 Come funziona il sistema di verifica dell’età

Il regolamento AGCOM prevede che la verifica avvenga tramite soggetti terzi certificati, in modo da garantire privacy e sicurezza.
Il processo si basa su due passaggi distinti:

  1. Identificazione dell’utente, tramite un’app o un sistema digitale (ad esempio SPID, CIE o app di identità digitale);

  2. Autenticazione, cioè la conferma della maggiore età al sito o alla piattaforma, senza condividere dati personali.

Questo meccanismo, chiamato di “doppio anonimato”, assicura che:

  • il fornitore della verifica non sappia su quale sito viene usata la prova dell’età;

  • il sito non riceva informazioni identificative sull’utente.

In pratica, il sito saprà solo che l’utente è maggiorenne, ma non chi è.


🔹 Cosa rischiano i siti inadempienti

L’AGCOM avrà il compito di vigilare e sanzionare i gestori che non rispettano la normativa.
Chi non si adeguerà entro 20 giorni dalla diffida rischia il blocco del sito in Italia, finché non dimostrerà di essere conforme alle regole.


🔹 La prima lista di siti bloccati

In vista dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, l’AGCOM ha già pubblicato una prima lista di 48 siti per adulti (tra cui Pornhub, YouPorn, RedTube, XVideos e OnlyFans) che non hanno implementato sistemi di verifica dell’età.
La lista verrà aggiornata nel tempo, anche in base alle verifiche effettuate a livello europeo.


🔹 Obiettivi e principi

Il nuovo sistema punta a proteggere i minori, garantendo però:

  • rispetto della privacy e minimizzazione dei dati raccolti;

  • neutralità tecnologica (nessuna tecnologia imposta, purché conforme ai requisiti di sicurezza).

 

Regolamentare, o almeno tentare di mettere ordine in un “far west” lasciato per troppo tempo al pressappochismo, è senz’altro un passo avanti.
Ma perché tutto non si riduca a semplici divieti — facilmente aggirabili — servirebbe anche un impegno educativo, capace di promuovere una cultura affettiva e sessuale più consapevole, che nel tempo possa tradursi in un reale benessere psicosociale.